martedì 15 novembre 2016

Il pranzo sociale della Sezione AVIS Comunale di Pianezza.

Domenica 13 novembre 2016 si è tenuto il consueto pranzo sociale della Sezione AVIS Comunale di Pianezza.

Anche quest’anno la numerosa presenza di donatori e sostenitori, oltre 158, ha garantito il successo dell’appuntamento.
E' stato un momento per stare insieme e condividere nella convivialità gli ideali del dono.
Ringraziamo nuovamente tutti coloro che si impegnano giornalmente per permettere che tante vite possono essere salvate e rinnoviamo a tutti l’invito ad aggregarsi a questa grande famiglia, compiendo così un grande atto di  solidarietà e civiltà.

Alcune foto:
























 















 









martedì 21 giugno 2016

Serata di Mercoledì 22 Giugno dedicata alla Solidarietà.



 Parteciperemo alla serata di  

Mercoledì 22 Giugno  di

"Sotto le Stelle"  

dedicata alla Solidarietà.


https://www.facebook.com/events/503754799808651/


Vi aspettiamo .


mercoledì 15 giugno 2016

La Gita sociale della nostra Sezione AVIS, svoltasi Domenica 29 maggio 2016

LODI, CREMA E CASTEL SONCINO.


Abbiamo visitato i più importanti monumenti della città lombarda:
Centro Storico, Duomo in stile romanico, Tempio Civico dell’Incoronata gioiello rinascimentale. Poi a Crema con visita della città: Duomo, Torrazzo, Municipio, Porta Serio. Pranzo in ristorante con tutto compreso. Nel pomeriggio sosta a Soncino. Una breve passeggiata nel centro storico d’impianto urbanistico medievale, eletto tra “i Borghi più belli d’Italia”: Rocca Sforzesca, Pieve di Maria Assunta, San Giacomo, Municipio, Vecchie Mura.
Nonostante il tempo non sia stato favorevole, è stata una bella giornata in compagnia.

Avis Pianezza ti aspetta per i prossimi eventi.

Siamo costantemente in crescita negli ultimi anni per numero di donatori e attivisti. Perchè DONARE il sangue non costa nulla ma può salvare molte vite!!!

lunedì 13 giugno 2016

14 giugno. Anche Avis Comunale Pianezza partecipa alla Giornata mondiale del donatore di sangue proclamata dalla Organizzazione mondiale della sanità



Questa data è stata scelta in quanto giorno di nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni e coscopritore del fattore Rhesus. 



148 anni fa nasceva Karl Landsteiner, che avrebbe rivoluzionato il mondo delle trasfusioni. Tanto da guadagnarsi il premio Nobel

A volte nella scienza capita che arrivi prima l’applicazione di una scoperta che la scoperta stessa. Come accadde per esempio con le trasfusioni, che all’inizio del Novecento erano praticate da più di due secoli, ma senza un razionale, tanto che non sempre gli effetti erano quelli sperati. Ancora non si conoscevano, infatti, le pericolose reazioni di incompatibilità che si scatenavano quando due pazienti presentavano gruppi sanguigni diversi, proprio perché questi non erano ancora stati individuati. Si sarebbe dovuto aspettare il 1901, e il lavoro del medico austriaco Karl Landsteiner (1868- 1943), per assistere alla rivoluzione del mondo delle trasfusioni, grazie alla scoperta del sistema di gruppi AB0 cui è dedicato il doodle di Google odierno.
L’intuizione arrivò durante gli anni che Landsteiner passò al dipartimento di anatomia patologica di Vienna, la città in cui il giovane medico con la passione della chimica era nato il 14 giugno 1868. A quel tempo le trasfusioni, pur se praticate, erano considerate una prassi medica più sperimentale che consolidata, visto che non tutto andava sempre per il verso giusto.

Il motivo dell’insuccesso andava cercato, come aveva intuito nel 1875 il medico tedesco Leonard Landois, in quegli agglomerati che si formavano quando due diversi tipi di sangue (per esempio quello animale e quello umano) venivano miscelati. Landsteiner notò che il problema dell’agglutinazione non si presentava solo mescolando sangue di due specie diverse, ma anche in alcuni casi di trasfusioni da individuo a individuo.
Per capirne la ragione, il medico si mise al lavoro. Raccolse molti campioni di sangue, separò i globuli rossi dal plasma, e poi cominciò a mescolare ogni provetta di plasma con i vari tipi di eritrociti. In pratica mimò nel suo laboratorio e su piccola scala gli effetti delle trasfusioni, registrando quando e come avvenivano le reazioni di agglutinazione. Fu così che giunse a elaborare la sua teoria: esiste un numero definito di tipi di sangue, alcuni compatibili tra loro e altri no, in base alla presenza e tipo di molecole (antigeni in gergo) localizzati sulla superficie dei globuli rossi.
Se gli antigeni tra ricevente e donatore sono gli stessi, l’organismo è in grado di tollerare la trasfusione. In caso contrario aziona una strategia di difesa, con anticorpi diretti contro il bersaglio (l’antigene). Le reazioni di agglutinazione osservate da Landsteiner altro non erano che l’incontro tra anticorpi del ricevente e gli antigeni del donatore. Una semplice, quanto perfetta, teoria immunologica.
Nel 1901 Landsteiner aveva identificato tre gruppi sanguigni: A, B e 0 (quello in cui i globuli rossi non presentano nessun antigene in superficie, inizialmente chiamato C) e l’anno dopo, grazie anche al lavoro di Alfred von Decastello e Adriano Sturli, il quadro si completava con la scoperta del gruppo AB. Conoscendo i gruppi sanguigni, quindi, le trasfusioni non erano più fatte casualmente, una scoperta i cui benefici divennero chiari soprattutto durante la Prima guerra mondiale.
Per Landsteiner, che diede altri notevoli contribuiti alla storia della medicina, come quello della scoperta dell’agente eziologico della poliomielite e gli studi sulla sifilide, i meriti non finirono qui. Una volta alla Rockefeller Institute for Medical Research di New York il sangue tornò, per così dire, al centro dei suoi interessi, tanto che nel 1940, a fianco del collega Alexander Wiener, scopriva anche il fattore Rh.

 

articolo di Anna Lisa Bonfranceschi



domenica 8 maggio 2016

Piccola visita culturale al Castello di Serralunga d’Alba. Dedicata ai collaboratori del direttivo di Avis Comunale Pianezza



Domenica 8 maggio. Il nostro incontro con gli amici e collaboratori del direttivo di Avis Comunale Pianezza  avviene con una visita culturale al Castello di Serralunga d’Alba.
Slanciato e maestoso, il castello di Serralunga d’Alba domina uno dei borghi più belli e intatti delle Langhe, circondato dalle colline dei grandi vini. Considerato uno degli esempi  meglio conservati di castello nobiliare trecentesco del Piemonte, rappresenta un unicum in Italia.
La sua costruzione risale agli anni fra il 1340 anno in cui Pietrino Falletti ricevette il feudo di Serralunga e il 1357. Le circostanze di non essere stato oggetto di fatti militari importanti e non essere mai stato trasformato a scopo residenziale ce lo hanno consegnato inalterato nella sua struttura originale di roccaforte medievale. Più che un ruolo militare, però, il castello svolse una  funzione di controllo sulle attività produttive del territorio, come dimostra la sua  verticalità, tesa a sottolineare il prestigio della famiglia Falletti.Dal 1949 è proprietà dello Stato Italiano e afferisce al Polo Museale Regionale del Piemonte.
La gestione è attualmente affidata alla Barolo & Castles Foundation, aggiudicataria  in raggruppamento con il Comitato per la Valorizzazione dei Castelli delle Langhe e del Roero
www.castellodiserralunga.it
inf@castellodiserralunga.it 

Poi una rapida visita alla Fondazione E. di Mirafiore.
 http://fondazionemirafiore.it
La Fondazione voluta da Oscar Farinetti, è stata inaugurata il 27 novembre 2010. Sorge in un edificio storico all’interno di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba (CN), nel cuore della Langa del Barolo. La dicitura E. di Mirafiore sta per “Emanuele di Mirafiore”, figlio naturale di Vittorio Emanuele II e della Bela Rosin, fondatore nel 1878 dell’azienda vitivinicola Casa E. di Mirafiore (che in futuro avrebbe preso il nome di Fontanafredda), personaggio eclettico, estroso e illuminato.
La sede della Fondazione è un grande e luminoso open space comprendente un teatro, una libreria biblioteca e una bottega del vino con ristoro. La Fondazione nasce con un obiettivo primario: risvegliare lo spirito critico promuovendo la crescita culturale in un ambiente ludico e piacevole.

 Queste le nostre foto:



















































http://fondazionemirafiore.it/wp-content/uploads/2014/10/Disguido.jpg


 
 
 

E poi ... E poi...
Voglia di stare insieme, voglia di essere, di fare, di condividere l'impegno del dono, il vino assaporato  assieme agli amici, le degustazioni, il momento del convivio, il messaggio che sempre e ovunque gli Avisini e Avis trasmettono. Ritrovarsi attorno al tavolo della vita, spezzare assieme il pane e condividere quel calice e quel dono che è il nostro sangue.


Ciao. Alla prossima

 Vi aspettiamo per la gita  in programma il 29 maggio e di cui vi abbiamo trasmesso i relativi inviti.