sabato 21 settembre 2019

Progetto : Il Dono.

Acciaio, Pietra, pochi elementi per rappresentare la valenza del dono. Una rossa goccia che scende verso mani protese a ricevere quello che per molti diventa elemento di vita e di rinascita. 

BOZZETTO G.GARBOLINO

Rapide le linee e le curve nate da un bozzetto  dell’artista pianezzese Gabriele  Garbolino e sviluppate  in accordo con la sezione AVIS comunale di Pianezza per raccontare  come chi dona, metta  a disposizione della collettività, degli altri, uno strumento di insostituibile solidarietà umana.
E’ questa l’immagine del nostro monumento. Un oggetto che vogliamo consegnare (donare) alla cittadinanza pianezzese e a donatori  per rinnovare l’impegno di noi tutti a   proseguire sulla strada dell’aiuto a chi soffre e ha necessità di ricevere il nostro aiuto. 
Come realizzato.
Un messaggio che vogliamo inviare alla generazione futura anche tramite una “capsula del tempo “ che sarà inserita nella base del monumento.
La “capsula del tempo” coinvolgerà tutti i cittadini, gli studenti delle scuole, i giovani, tutti i donatori che vorranno inviare un messaggio e un pensiero nel futuro. Un messaggio per chi domani vorrà intraprendere la strada del dono, del volontariato  e della solidarietà.


Il progetto sviluppato da AVIS Comunale Pianezza.

Le due ali laterali sono realizzate in pietra di Luserna dello spessore di 150 mm ciascuna.     La goccia è realizzata in lamiera di acciaio in esecuzione saldata, verniciata con ciclo di verniciatura per esterno con  fondo e finitura a polvere epossidica colore rosso . Le mani sono in metallo tagliato al laser e applicate sulla pietra su entrambe le facce (fronte e retro). Il basamento e in calcestruzzo opportunamente armato con rete metallica. Sui due fronti sono presenti le lastre in pietra con la dicitura “DONARE AIUTA LA VITA – AVIS COMUNALE PIANEZZA. Superiormente una piastra con la dicitura “IL NOSTRO LASCITO AL FUTURO” a sigillo della capsula del tempo.

Il tema delle mani che raccolgono il dono del sangue è stato ripreso dal logo storico dell’ associazione AVIS. Le due del monumento sono realizzate in acciaio inox tagliato al laser e applicate sulle ali in pietra su entrambe le facce

La “Capsula del Tempo” –Il nostro lascito al futuro.
In un contenitore in acciaio murato sul basamento del monumento, saranno raccolte lettere, fotografie, pensieri  di chi vorrà lanciare nel futuro un messaggio di solidarietà sul tema del dono. Un occasione per coinvolgere la cittadinanza per divulgare l’importanza di donare sangue e impegnarsi in un percorso di volontariato sociale.

Sarà aperto fra cinquanta anni o data da destinarsi. Il contenuto racconterà chi eravamo e come eravamo. Noi non ci saremo più, ma il nostro lascito, il nostro dono sarà immenso.
     










 

lunedì 12 agosto 2019

prima di andare in vacanza, date il vostro contributo e donate!


prima di andare in vacanza, date il vostro contributo e donate!

«In questa stagione le scorte possono diminuire e rendere più complesse le normali attività cliniche. È bene ricordare, infatti, che il sangue, gli emocomponenti e i farmaci plasmaderivati vengono utilizzati quotidianamente per molteplici attività come gli interventi chirurgici e ortopedici, nelle terapie oncologiche, nei trapianti di organi e tessuti, nella cura di malattie gravi come leucemia, emofilia, anemie croniche, patologie del fegato, dei reni e molto altro ancora. Per questo, abbiamo voluto lanciare a tutti questo semplice invito: prima di andare in vacanza, date il vostro contributo e donate!».

domenica 9 giugno 2019

Il 65° Anniversario di Avis Comunale di Pianezza



Sono onorato e soddisfatto di aver festeggiato con voi il 65° di fondazione della nostra Sezione Comunale.  Posso dire con certezza che molti obiettivi sono stati raggiunti in questo quinquennio, anche se molte cose restano ancora da fare o da completare.
Vorrei fare un ringraziamento sentito e profondo a tutti coloro che mi hanno supportato ed aiutato in questi anni, dandomi una collaborazione proficua e un impegno costante.
Ma un ringraziamento particolare lo porgo ai tanti donatori che in questi lunghi anni hanno offerto un dono fra i più preziosi che mente umana possa concepire, il proprio sangue, cioè una parte di se stessi. Vorrei essere portavoce del ringraziamento di tutte le persone malate che, grazie al vostro dono, hanno ricominciato a vivere una vita migliore.
Un pensiero particolare va a tutti i donatori che non ci sono più, ma i loro nomi e il loro ricordo sarà per sempre scolpito nel nostro cuore.
Sono costoro, tanti pianezzesi generosi ed altruisti, che veramente hanno fatto grande la nostra Sezione, una delle più significative della Provincia di Torino.
Perché importante la nostra Sezione?  Perché negli ultimi due anni abbiamo superato le mille donazioni annue e nell’anno scorso abbiamo raggiunto le 1170, posizionandoci quarto Comune della provincia di Torino; fatta la dovuta percentuale tra donazioni e numero di residenti possiamo affermare che siamo la prima Sezione della Provincia di Torino. Di questo vado orgoglioso e vi ringrazio infinitamente; sono certo che, tutti insieme, potremo fare ancora di più nel futuro.
In questi anni nell’Avis sono stati fatti notevoli cambiamenti: ci è stato richiesta una miglior gestione di donazioni di sangue intero e conseguentemente un aumento di quelle di plasma in aferesi per evitare sprechi dovute alla scadenza delle scorte; è stato avviato il prelievo in differita per i nuovi donatori che ha consentito una maggiore sicurezza trasfusionale e una più assidua fidelizzazione. 
Ma ora torniamo alla nostra Sezione: nonostante notevole carenza di liquidità dovuta ai ritardi nei rimborsi, siamo riusciti ad effettuare numerose iniziative tra cui gite e pranzi sociali annuali; non abbiamo mai trascurato gli auguri di fine anno, accompagnati da un buon panettone e bottiglie di vino ed il solito calendario sempre più richiesto e gradito. Vi posso assicurare che ultimamente i ritardi si stanno riducendo e spero che, a breve, il tutto si vada normalizzando.
Naturalmente vorrei ancora ringraziare l’Amministrazione Comunale che ci supporta fornendoci la Sede e offrendoci collaborazione.
A nome mio e del Direttivo che rappresento porgo un caloroso saluto anche a tutte le altre Associazioni operanti sul nostro territorio.
Per ultimo ancora una considerazione e una richiesta: abbiamo bisogno di giovani nel nostro Direttivo e invitiamo chi ha un po’ di tempo libero a partecipare e condividere con noi gioie e dolori; vi assicuriamo che non rimarrete delusi e non vi annoierete.
Spero di avervi sempre rappresentato in modo serio e responsabile, e vi assicuro di continuare ad essere sempre vicino a tutti voi con il mio impegno costante assieme a quello di tutti i miei collaboratori.

                                                                                  Il Presidente Avis Pianezza
                                                                                              Franco Pent














































































































 
































































































































È il 27 giugno del 1954 e in via xxv Aprile 4 a Pianezza un certo Luigi Gili, personaggio alto e possente con grande generosità d'animo, decide di fondare l’Avis Comunale di Pianezza, una piccola sede della provincia di Torino che dietro la spinta dei suoi più fervidi sostenitori (Elio Cogo, Alessandro Cannellone, Giuseppe Marescotti, Franco Pent, Adriana Fenoglio ecc) ha portato il numero di donazioni a 1170 nel 2018. Un'iniziativa che dura da sessantacinque anni, CHE BELLO !!!! COMPLIMENTI! BRAVI! SIETE SPECIALI!
Dopo 10 anni di attività svolta presso il Centro Tecnico Trasfusionale di via Ventimiglia 1 a Torino in qualità di medico, l’allora presidente Sandro Fisso e il direttore sanitario Igino Arboatti mi chiesero se volevo iniziare con loro una nuova avventura nel mondo della donazione e della solidarietà: aprire il punto di raccolta dell'Avis Comunale di Torino a Pianezza. Così il 10 gennaio 1994 vennero aperte le porte della nuova struttura in via Torino 19, oggi via Piave 54.
In tutti questi anni l’Avis è cresciuta tantissimo, oltre qualsiasi aspettativa; nel 2010 siamo arrivati a 100.000 donazioni, nessuno aveva immaginato un risultato così importante in così poco tempo. A livello nazionale infatti l’obiettivo era quello di raggiungere l’autosufficienza per le donazioni di sangue e da lì a breve anche di plasma.
Sangue… emocomponenti... elementi insostituibili per l’essere vivente; impossibili da creare in laboratorio. Unica fonte l’essere umano, ma non una persona qualunque, il DONATORE. Una persona speciale, che rispecchia canoni etici e fisici ben precisi.
Avevo iniziato la mia attività facendo i turni di Guardia Medica presso l’ospedale psichiatrico di Collegno, le sostituzioni di medicina di base a Grugliasco, l’attività libero professionale come odontoiatra prima a Settimo Torinese, poi a Torino. Quando sono entrato a far parte del mondo avisino mi sono accorto di non essere più un medico come tutti quelli che esercitano la loro attività, cioè cercando di curare i malati, ma di avere a che fare con gente sana.
Paradossale….“il medico dei sani” !!!!!
E sì, perché il Donatore, per poter essere tale, è una persona sana, e non solo fisicamente ma anche e soprattutto moralmente.
I principi etici della donazione, gratuità-anonimato-volontarietà-responsabilità, sono ben racchiusi e rispecchiabili in questo protagonista del bene altrui. L’atto di generosità che puntualmente compie evidenzia uno spirito e un animo che va al di là di qualsiasi attesa: «...il donatore crea un ideale e lo infonde in chi ne ha bisogno». Mettendo a disposizione non solo parte del proprio corpo ma anche parte del proprio tempo, mi permetto di definirlo un DONATORE ATTIVO, cioè una persona che programma il suo gesto e lo attua nei tempi da lui accettati.
Voglio ricordare anche le signore addette alla refezione post donazione (Grazia De Palma, Vanda Berti, Mariuccia Olivero, Verra Losanna, Rosso Margherita) e il Signor Italo Precoma. Conobbi questi Angeli dopo qualche mese che venne aperta l'Unità di Raccolta di Pianezza, quando le sedute di prelievo avvenivano con una cadenza trimestrale. Per tutto il personale che lavorava il sabato e la domenica in quell'occasione, diventava una festa: al termine della mattinata infatti le signore di Pianezza ci conservavano sempre un buon panino con il salame cotto, o altro, accompagnato da un bicchiere di vino, rigorosamente di produzione propria.
Anche venire a donare era una festa, in perfetta sintonia con quello che voleva e vuole essere lo spirito dell’Avis: un momento di aggregazione sociale. Qui i donatori si incontrano, conversano, si abbracciano dopo vario tempo che non si vedono e magari organizzano di rivedersi con le proprie famiglie nel prossimo futuro. L’uno chiede informazioni dell’altro, o di un suo conoscente. In un piccolo centro della provincia ritengo che questo sia un aspetto non trascurabile e di grande importanza associativa. Il fatto di sapere che c’è un punto d’incontro confortevole e sicuro dove potersi periodicamente incontrare dà probabilmente la predisposizione a volerci tornare e sperare di rincontrare un vecchio amico che per cause varie non si frequenta più.
Un caro ricordo a tutti quelli che non sono più tra noi, ma di cui non dimentico i volti perché in ogni caso sono stati testimoni attivi del loro tempo.
Un grazie alle Istituzioni del Comune di Pianezza, che partecipano in modo assiduo alle manifestazioni della sezione Avis di Pianezza e che cercano di aiutare queste persone che tanto fanno per la comunità.
Un grazie a tutti i donatori di Pianezza e ai loro Amministratori, per tutto quello che fanno per il bene di chi, malato, spera in Loro.

                                               Grazie di vero cuore
                                               Vincenzo Scialdone.